Monica Gentile vincitrice con “Minimal Dance” al PIM OFF di Milano

Monica Gentile "Minimal Dance"

Dopo il successo della scorsa edizione del Bando Palco Aperto del PIM OFF di Milano  Italy, tenutasi a dicembre 2012, il 29 Aprile 2013 presso il Palco Aperto verrà presentato il lavoro vincitore della scorsa edizione: Minimal Dance di Monica Gentile.

Coreografia e danza di e con Monica Gentile
Musica di Luciano Maggiore

Links: http://www.pimoff.it/news.php?lang=ita&id_news=34

Minimal Dance (ita)

Progetto di e con Monica Gentile

Progetto selezionato da Perypezye Urbane, bando “Immagini viste dall’Alto” per residenza artistica presso Studio28, Milano.

Vincitore della prima edizione di Palco Aperto presso il Pim Off a Milano (dieci giorni di residenza presso il Pim Off) con presentazione finale del lavoro al pubblico e operatori.

MINIMAL DANCE

Coreografia e danza Monica Gentile  –  Suono Luciano Maggiore

È un work in progress che si sviluppa intorno alla ricerca di una “realtà minimal”.
Nella mia ricerca il suono è un’entità, un ricordo che riverbera nel mio corpo, generatore di una presenza e di una memoria visiva emergente dalla  gestualità in atto nel meccanismo della danza.

Il suono che lo spettatore sente è un volume (geometrico) neutro che si va ad aggiungere alla scena sostituendosi al silenzio. Non da e non cerca appuntamenti con i movimenti della danzatrice, ma si pone piuttosto come parte dell’ambiente: un oggetto di scena.

La mia ricerca è iniziata dall’ascolto, quasi casuale, della musica techno in cuffie come veicolo esperienziale per arrivare a percepire me stessa entro un determinato stato.

Uno stato di trance vissuto in modo enigmatico, un’attenuazione o metamorfosi del mio stato di percezione fino a lasciarmi pervadere dall’euforia a livello cellulare, epidermico e psichico, dal testo “Techno-trance” di Gianfranco Salvatore:

“Dopo una notte di techno-trance quel che resta è il senso di aver celebrato un’esperienza che forse non è solo di tipo edonistico […] usare la propria persona come batteria di energie capace di alimentare esperienze estreme servendosi soprattutto del suono organizzato”.

L’ascolto della musica techno, formata da cellule melodiche brevi, ripetizione ossessiva di moduli, mi ha portata a manifestare delle figure ritmiche immediate, creando una specifica coreografia caratterizzata da rigore gestuale, impersonalità e freddezza emozionale.

È un essere dentro/fuori in un’esaltazione enstatica, di riassorbimento in se stessi, più che in uno stato d’estasi.

Nell’interrogarmi dove sia la danza, capto una tensione in una dimensione in cui si possano esperire i medesimi aspetti vibrazionali, fra me e gli altri, una pulsazione che sta solo sulle superfici.

Luciano Maggiore vive a Bologna, musicista attivo nel campo della musica elettroacustica, negli ultimi anni ha sviluppato un forte interesse nei confronti dei meccanismi di diffusione del suono, utilizzando speaker e vari supporti analogici e digitali (walkman, lettori cd, registratori a bobina) come primo strumento.

Il suo interesse si snoda tra valori architettonici e psicoacustici del suono come anche dinamici e direzionali ponendo un forte accento nei confronti dei suoni fissati.

Lavora regolarmente in duo con Francesco Brasini ed Enrico Malatesta. Ha collaborato con Angstarbeiter, Auriga, Tim Blechmann, Mario De Vega, John Duncan, Tomaz Gram, Andrew L. Hooker, Seiji Marimoto, Seijiro Murayama, Teatro Valdoca, Zapruder Filmmakergroup, Zimmerfrei.

Il suo lavoro è edito da Boring Machines e Senufo Editions.

Uno speciale ringraziamento a Perypezye Urbane- studio28 (Milano), Spazio Scenico Pim Off (Milano), Sonia Brunelli e Leila Gharib (Barokthegreat), Elisa Fontana (Brainstormingartproject), Monica Gentile (costume), Luca Del Pia e Nicola Baruzzi (fotografie).

Links: www.perypezyeurbane.org.

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Otaku

Performance di Hana-Ni
Monica Gentile
Francesca Burzacchini
Paola Stella Minni
Ambiente sonoro: Andrea Fiorini
Collaborazione tecnico-artistica: Antonio Rinaldi

Alcune cose cambiano. Altre sembrano restare sempre uguali.
Il tempo esteriore scorre comunque a senso unico.
Il tempo interiore si prodiga in immagini di carta.

Il termine  otaku indica  dei  giovani  appassionati  di  fumetto  e animazione  giapponese  che  trascorrono  la  maggior  parte  del  loro  tempo  in  casa, coltivando questo interesse. Parlano una lingua composta di idiomi giapponesi e inglesi, si  confrontano  e  discutono  di  mondi  immaginari  usando  i  più  svariati  mezzi  di comunicazione, rappresentano una tendenza giovanile e anche se originari dell’Estremo Oriente sono multietnici e presenti a livello mondiale. Attraverso l’ identificazione con i  loro eroi  definiscono un luogo sicuro,  personale e microcomunitario.

Gli  otaku vivono  in  un  mondo  liminale,  che  influenza  silenziosamente  i  gusti,  i comportamenti, l’estetica, le arti.

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Can I

CAN I       Si può proporre in modo seminale?

Avere delle regole comuni, fare una trasformazione silenziosa, forma di adesione all’attimo, adesione senza riserva, percezione ottica di vicinanza

Agio————-leggerezza—————–semplicità————–emersione
Invenzione——-antigerarchica——-cortocircuito delle aspettative
Rigore—-tattica—-soprammobile
Grazia= abbassare il livello di soggettività fino a diventare atmosfera

AHAH” a performance of no performance, performance relazionale come potenziamento volto all’esterno.

Can I – Gruppo di ricerca formatosi nel 2010 a Bologna da una collaborazione tra la coreografa Cristina Rizzo e alcuni danzatori performer (Monica Gentile, Andrea Sassoli, Francesca Burzacchini, Paola Stella Minni, Francisca Rivas Palma, Cristina Addis, Elisa Mucchi).

Il gruppo Can I è stato ospite del Festival della Filosofia a Modena con la performance “AHAH”, al Festival Short Format di Milano con la performance “Mappature Anatomiche” e al Festival di Danza Urbana di Bologna con entrambe.

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Movimentale

MOVIMENTALE è un collettivo indipendente nato dall’ incontro fra il cineasta Gilles Toutevoix, il musicista Elodie du Detroit e la danzatrice Virginia Spallarossa (compagnia Déjà Donné), il cui punto comune è il processo di creazione basato sulla composizione in tempo reale.

Il collettivo ha portato il progetto in vari festival tra cui il Festival Caravaggio Light organizzato dall’associazione culturale Tazebau, ed eseguita dalle danzatrici  Monica Gentile, Laura Ulisse e Francesca Burzacchini.

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Grand Hotel

GRAND HOTEL Performance-installazione nata da un percorso d’azione pluridisciplinare tra danza e arti visive in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea Luigi Pecci e presentata presso gli Ex Macelli di Prato – Firenze.

Progetto dell’artista visivo Massimi Barzagli e della danzatrice Luisa Cortesi
Performer: Monica Gentile, Laura Pante.