Minimal Dance (eng)

Project by and with Monica Gentile

Selected project by Perypezye Urbane, announcement “Images seen from Above” for artistic residence at Studio28, Milan.

Winner of the first edition of Open Stage at the Pim Off to Milan (ten-day residency at the Pim Off) with the final presentation of the work to the public and operators.

MINIMAL DANCE 
Choreography and dance Monica Gentile  –  Sound Luciano Maggiore
Minimal Dance is a work in progress that is built around the search for a “minimal reality”. In this project sound is an entity, a memory that echoes in my body generating a presence and a visual memory emerging from the gestures in the mechanism of the dance.
The sound that the audience hears is a solid and neutral volume that goes together with the scene replacing silence. It doesn’t seek to meet the movements of the dancer, rather it comes as a part of the scene: it is an object of the scene.My “minimal reality” project has began by listening to techno music with headphones as a means of experimentation to come to perceive myself in a given physical and emotional state.The state of trance is achieved in an enigmatic way, that is to say, my own consciousness weaken or even transforms itself in order to let euphoria pervade my body on a cellular, epidermal and physic level.From the text “Techno-Trance” by Gianfranco Salvatore:“After a techno-trance night what is left is the feelings that we have celebrated an experience that collocates itself not only on a hedonistic level […] them use their own bodies as a battery creating an energy able to create extreme experiences by listening to this organized sound”.The hearing of this specific kind of music, which is formed of short melodic cells that creates an obsessive repetition of schemes, led me to the manifestation of instant rhythmic figures creating a specific choreography characterized by severe gestures, impersonality and emotional detachment.The person finds himself in a state of entasis and exaltation where his emotions are re-absorbed rather than come out in a state of ecstasy.

In my quest for the dance I felt a tension that lays  in a dimension where the same vibrational aspect can be experimented together with the audience, a beating that remains on the surface.

Luciano Maggiore (Palermo 1980) lives and works in Bologna. Active musician in the field of electroacoustic music, in recent years he has developed a strong interest in the mechanisms of sound diffusion, using speakers and several analogue and digital devices (walkmans, CD players, tape recorders) as principal instruments. His interest is focused on the architectural and psychoacoustic as well as dynamic and directional values of sound with a strong emphasis on fixed sounds.
He regularly plays in duo with Francesco Brasini and Enrico Malatesta.

He has collaborated with Adam Asnan, Angstarbeiter, Auriga, Riccardo Baruzzi, Tim Blechmann, Mario De Vega, John Duncan,  Attila Faravelli, Tomaz Grom, Andrew L. Hooker, Seiji Morimoto, Seijiro Murayama, Nicola Ratti, Valdoca Theatre, Xing, Zapruder Filmmakergroup, Zimmerfrei.

His works are published by Boring Machines, Senufo editions and Tulip records.

A special thanks to Perypezye Urbane- Studio28 (Milano), Spazio Scenico Pim Off (Milano), Sonia Brunelli e Leila Gharib (Barokthegreat), Elisa Fontana (Brainstormingartproject), Monica Gentile (costumes), Luca Del Pia and Nicola Baruzzi (Photos).

Links: www.perypezyeurbane.org.

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Minimal Dance (ita)

Progetto di e con Monica Gentile

Progetto selezionato da Perypezye Urbane, bando “Immagini viste dall’Alto” per residenza artistica presso Studio28, Milano.

Vincitore della prima edizione di Palco Aperto presso il Pim Off a Milano (dieci giorni di residenza presso il Pim Off) con presentazione finale del lavoro al pubblico e operatori.

MINIMAL DANCE

Coreografia e danza Monica Gentile  –  Suono Luciano Maggiore

È un work in progress che si sviluppa intorno alla ricerca di una “realtà minimal”.
Nella mia ricerca il suono è un’entità, un ricordo che riverbera nel mio corpo, generatore di una presenza e di una memoria visiva emergente dalla  gestualità in atto nel meccanismo della danza.

Il suono che lo spettatore sente è un volume (geometrico) neutro che si va ad aggiungere alla scena sostituendosi al silenzio. Non da e non cerca appuntamenti con i movimenti della danzatrice, ma si pone piuttosto come parte dell’ambiente: un oggetto di scena.

La mia ricerca è iniziata dall’ascolto, quasi casuale, della musica techno in cuffie come veicolo esperienziale per arrivare a percepire me stessa entro un determinato stato.

Uno stato di trance vissuto in modo enigmatico, un’attenuazione o metamorfosi del mio stato di percezione fino a lasciarmi pervadere dall’euforia a livello cellulare, epidermico e psichico, dal testo “Techno-trance” di Gianfranco Salvatore:

“Dopo una notte di techno-trance quel che resta è il senso di aver celebrato un’esperienza che forse non è solo di tipo edonistico […] usare la propria persona come batteria di energie capace di alimentare esperienze estreme servendosi soprattutto del suono organizzato”.

L’ascolto della musica techno, formata da cellule melodiche brevi, ripetizione ossessiva di moduli, mi ha portata a manifestare delle figure ritmiche immediate, creando una specifica coreografia caratterizzata da rigore gestuale, impersonalità e freddezza emozionale.

È un essere dentro/fuori in un’esaltazione enstatica, di riassorbimento in se stessi, più che in uno stato d’estasi.

Nell’interrogarmi dove sia la danza, capto una tensione in una dimensione in cui si possano esperire i medesimi aspetti vibrazionali, fra me e gli altri, una pulsazione che sta solo sulle superfici.

Luciano Maggiore vive a Bologna, musicista attivo nel campo della musica elettroacustica, negli ultimi anni ha sviluppato un forte interesse nei confronti dei meccanismi di diffusione del suono, utilizzando speaker e vari supporti analogici e digitali (walkman, lettori cd, registratori a bobina) come primo strumento.

Il suo interesse si snoda tra valori architettonici e psicoacustici del suono come anche dinamici e direzionali ponendo un forte accento nei confronti dei suoni fissati.

Lavora regolarmente in duo con Francesco Brasini ed Enrico Malatesta. Ha collaborato con Angstarbeiter, Auriga, Tim Blechmann, Mario De Vega, John Duncan, Tomaz Gram, Andrew L. Hooker, Seiji Marimoto, Seijiro Murayama, Teatro Valdoca, Zapruder Filmmakergroup, Zimmerfrei.

Il suo lavoro è edito da Boring Machines e Senufo Editions.

Uno speciale ringraziamento a Perypezye Urbane- studio28 (Milano), Spazio Scenico Pim Off (Milano), Sonia Brunelli e Leila Gharib (Barokthegreat), Elisa Fontana (Brainstormingartproject), Monica Gentile (costume), Luca Del Pia e Nicola Baruzzi (fotografie).

Links: www.perypezyeurbane.org.

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